TUTTE LE INIZIATIVE

Vaccino anti Covid-19 per i pazienti in lista d’attesa e trapiantati

di Autore Aspnat on 16/01/2021 Nessun commento

Il Centro Nazionale Trapianti (CNT) ha effettuato uno studio dall’inizio della pandemia, dimostrando che il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti in attesa di trapianto e trapiantati è maggiore e le conseguenze del COVID-19 sono più gravi rispetto alla popolazione generale.

Per questo motivo chi ha ricevuto un trapianto da almeno 3-6 mesi è opportuno che si sottoponga a vaccinazione, i pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche necessitano di un periodo di 6 mesi.

Il Piano vaccinale  del Ministero della Salute, prevede che dopo il personale sanitario e sociosanitario, gli ospiti delle RSA e le persone con età superiore agli 80 anni, saranno vaccinate le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunosoppressori, come i pazienti trapiantati, e i pazienti con più di una patologia cronica pregressa o con insufficienza terminale d’organo. 

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Le Festività al tempo del Covid

di Autore Aspnat on 25/12/2020 Nessun commento

Il Covid ci impone di recuperare il vero senso del Natale, che sarà senz’altro diverso ma sicuramente più autentico.

La gioia di stare insieme non deve, però, diventare un veicolo di contagio. Ecco alcuni suggerimenti per un Natale 2020 Covid-Free a tavola delle feste:
1) Innanzitutto rispettare la distanza tra i commensali, che dovrebbe essere di un metro e mezzo. I posti possono essere disposti a scacchiera per evitare di avere proprio di fronte un’altra persona. In alternativa si possono utilizzare ad esempio due tavoli per avere la distanza di sicurezza.
2) Prima di sedersi a tavola, lavare accuratamente le mani con acqua e sapone liquido, dopo asciugare con asciugamano di carta o comunque monouso.
3)Non scambiarsi piatti e bicchieri, evitare di fare i brindisi con i calici nei quali si è già bevuto, preferire l’uso di tovaglioli di carta.
4) Non condividere le posate, evitare i buffet, i piatti di portata, servire porzioni già preparate nei piatti.
5) Non passarsi le bottiglie, una sola persona deve toccare il contenitore e servire da bere.
6) Evitare di passarsi il cellulare per fare gli auguri collettivi, usare il vivavoce.
7) Evitare di cantare, gridare, parlare a voce alta.
8)Lasciare sempre una finestra o una porta aperta per consentire una adeguata aerazione, evitando di creare corrente.
9) Togliere a mascherina solo per mangiare e bere. Indossarla nuovamente al più presto possibile.
10) Rimuovere la mascherina toccando solo gli elastici e mai la parte davanti.

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La Dieta Mediterranea

di Autore Aspnat on 16/11/2020 Nessun commento

10 anni fa , su richiesta di Spagna, Grecia, Italia e Marocco, tutte nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Il termine dieta comunemente viene inteso in senso privativo (mettersi a dieta, limitarsi nell’assunzione di cibo), in realtà viene dal verbo greco ΔjάѠ divenuto poi ζάѠ  che significa vivere, vita, stile di vita. Secondo quest’accezione deve essere inteso, dunque, il termine dieta. Infatti, la Dieta Mediterranea indica “Le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale”. Quindi, non solo cibo, ma anche tradizioni e cultura.

La Dieta Mediterranea preserva anche la biodiversità, contribuendo a mantenere le tradizionali attività di agricoltura e pesca e la ritualità ad esse connesse, tutelando anche il patrimonio culturale dei popoli del bacino del Mar Mediterraneo.

Numerosi studi scientifici hanno ormai confermato i benefici della Dieta Mediterranea, evidenziati negli anni ’70 dai ricercatori americani Ancel e Margaret Keys, con studi condotti su alcune popolazioni dell’Italia meridionale, confrontate con campioni di altre nazioni.

L’alimentazione non esclude cibi, ma si basa preferibilmente su un mix di

  • cibi di origine vegetale: frutta, verdura, pasta, pane, cereali, patate, legumi, mandorle, noci.
  • utilizzo dell’olio d’oliva come condimento
  • consumo di latticini, formaggi e/o yogurt, in quantità limitate.
  • pesce, carni bianche, uova: qualche volta alla settimana.
  • dolci e carne rossa con frequenza abbastanza limitata

La scelta dei cibi deve essere basata sulla stagionalità e sulla filiera corta, ossia di preferenza prodotti locali.

Importante è mantenere in equilibrio la bilancia energetica, quindi, consumare le calorie che sono state introdotte in modo da non accumulare eccessi. Ecco che ci vengono in soccorso altre abitudini salutari: passeggiare ogni giorno per almeno 30-45 minuti, fare attività fisica (andare in bici, non usare l’ascensore, salire qualche piano di scale, ballare, portare a passeggio il cane, ballare, andare in palestra, etc)

Altro fattore da sottolineare è la convivialità, riscoprire il valore del cibo come mezzo di rapporto relazionale in famiglia, tra amici e tra le generazioni.

Se l’australiana Deakin University ha pubblicato di recente uno studio che ha evidenziato non solo i benefici della Dieta Mediterranea sul sistema cardiovascolare, ma anche su altri aspetti biologici che possono influire sulla depressione, cosa possiamo dire ai pazienti nefropatici?

Un gruppo di studiosi europei ha effettuato una revisione della letteratura ed ha concluso che, valutato, il potenziale rischio di iperpotassiemia derivante dall’aumento dell’assunzione di frutta e verdura, tenendo presente la diminuzione della produzione netta di acido endogeno e l’aumento delle fibre, si può avere un migliore controllo dell’acidosi metabolica. Questo, insieme ad altri probabili effetti favorevoli della dieta mediterranea sulla funzione endoteliale, l’infiammazione, il profilo lipidico e la pressione sanguigna, fornisce percorsi meccanicistici per spiegare il ridotto declino della funzione renale osservato e il miglioramento della sopravvivenza nei pazienti con malattia renale cronica che aderiscono a una dieta di tipo mediterraneo.

Così possiamo dire che la dieta mediterranea è uno stile di vita che fa bene alla salute, alle persone ed anche all’ambiente, perché può nutrire il pianeta senza depredarne le risorse, facendo una giusta scelta degli alimenti.

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Parliamo di diabete e malattia renale cronica

di Autore Aspnat on 14/11/2020 Nessun commento

Il 14 novembre è la giornata in cui si celebra la Giornata Mondiale del Diabete. Ben 425 milioni in tutto il mondo, 5 milioni in Italia sono colpiti da diabete. Perchè la ricordiamo in questa pagina dedicata alla malattia renale? Il diabete è uno dei fattori predisponenti alla nefropatia, (40% dei casi di nefropatia diabetica). Dopo 10 anni dall’inizio del diabete, se non adeguatamente controllato, circa il 50% dei pazienti può sfociare in una nefropatia diabetica.

Sintomi più frequenti possono essere:

  • Edema o gonfiore delle caviglie, dei piedi o delle mani
  • Presenza di schiuma nelle urine
  • Senso di nausea e vomito
  • Perdita di appetito
  • Stanchezza
  • Prurito generalizzato
  • Mal di testa
  • Ipertensione
  • Obesità

Desideriamo ricordarvi, soprattutto, il valore della prevenzione: alimentazione non corretta, sedentarietà, dipendenza da fumo o droghe, uso incontrollato di alcool, uno stile di vita malsano, sono nemici della nostra salute. Adottare uno stile di vita salutogeno è come vaccinarsi per le cosiddette “malattie del benessere”

Controlli periodici regolari , tra cui il dosaggio dell’albumina nell’urina (albuminuria), un test utile per il monitoraggio della progressione della malattia renale in corso di diabete e, nel contempo, predittivo di patologia cardio-vascolare, compreso il decadimento cognitivo, consentono di monitorare il nostro stato di salute: non sapere di essere affetti da diabete o da malattia renale cronica ci espone ad un rischio maggiore rispetto a chi ne è consapevole.

In questi mesi, la pandemia di COVID-19 ha duramente colpito sia i pazienti diabetici, sia quelli con malattia renale. Il perdurare dell’ emergenza sanitaria richiede di continuare a prestare massima attenzione e ad applicare tutte le norme sanitarie indicate dalle autorità sanitarie: usare la mascherina, ridurre al minimo i contatti interpersonali, rispettare il distanziamento sociale, lavare ed igienizzare accuratamente le mani.

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Assemblea dei Soci 2020

di Autore Aspnat on 28/10/2020 Nessun commento

Facendo seguito alla convocazione già inviata, in ottemperanza alle vigenti disposizioni normative che impongono il distanziamento sociale a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e vista, comunque, l’esigenza di procedere all’approvazione del bilancio consuntivo per l’esercizio 2019 e del bilancio preventivo relativo all’esercizio 2021, al fine di assicurare la corretta e coerente gestione economico-finanziaria dell’Associazione, nonchè gli adempimenti richiesti dalla normativa del Terzo Settore, l’Assemblea dei Soci 2020 si terrà in videoconferenza venerdì 30 Ottobre 2020 alle ore 18.00, per discutere il seguente ordine del giorno:

Per la parte ordinaria

1. Lettura verbale Assemblea precedente

2. Relazione del Presidente

3. Relazione Revisori dei conti, esame bilancio consuntivo 2019 e preventivo anno 2021: determinazioni

5.Aggiornamento sulle attività 2019/2020 e Programmazione attività 2021

6. Varie ed eventuali

Per  la parte straordinaria:

1. modifiche statutarie per l’adeguamento dello Statuto associativo in ottemperanza alla normativa  D.Lgs. 117/2017 – “Codice degli Enti del Terzo Settore”.

Riceverete il link per partecipare tramite mail o messaggio personale su Facebook, o sms sul vostro cellulare o nella chat di Whatsapp.

Istruzioni per il collegamento:
1. Disponibilità di connessione ad internet
2. Cliccare sul link ricevuto
3.Chiedere di essere ammessi a partecipare
4. Tenere il proprio microfono spento (cliccare sull’icona del microfono, appare una barra rossa), stessa modalità se non si vuole apparire in video (cliccare sull’icona della telecamera, appare una barra rossa)
5. Se si desidera intervenire, fare un gesto con la mano

Se avete dubbi o domande da fare scrivete a info@aspnat.it

Leggi la convocazione cliccando sul link

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Autore AspnatAssemblea dei Soci 2020

La prossemica ci aiuta con il Coronavirus

di Autore Aspnat on 25/10/2020 Nessun commento

La prossemica analizza il significato della distanza che la persona nel comportamento sociale frappone tra sé e gli altri . Secondo Edward T. Hall, antropologo statunitense, esistono quattro modelli comportamentali nei rapporti sociali, valutabili secondo la distanza: Distanza intima, tra 0 e 50 cm., uno spazio condivisibile con un familiare o con il proprio partner; Distanza personale, tra 50 e 120 cm., la distanza preferita per gran parte delle interazioni, pensiamo alla stretta di mano ; Distanza sociale, tra 120 e 300 cm, distanza da scegliere nei rapporti formali, ad esempio colloqui di lavoro; Distanza pubblica, superiore a 3 metri, utilizzata nelle conversazioni in pubblico in cui non vi è interazione con il singolo, ad esempio comizi, spettacoli, concerti.

Cosa c’entra tutto questo con il Coronavirus? Immaginate di essere in ascensore con un’altra persona, come cambia il vostro atteggiamento? Se siete con un “congiunto” la distanza sarà ravvicinata, diversamente tenderete ad aumentare la distanza dall’altro disponendovi ad estremità opposte.

Quando fra le raccomandazioni del Governo ci chiedono il distanziamento sociale, vuol dire esattamente questo. Limitate l’uso dell’ascensore con altre persone, se possibile utilizzate le scale. Anche se siete soli, indossate la mascherina perchè il ricambio d’aria nell’ascensore avviene, disinfettate le mani prima di entrare nella cabina, spingete i tasti utilizzando un fazzoletto di carta che butterete in un cestino, non toccate il viso, lavate le mani subito dopo.

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Andiamo al ristorante in sicurezza

di Autore Aspnat on 02/06/2020 Nessun commento

L’Istituto Superiore di Sanità, ISS, ha stilato delle linee guida sia per i ristoratori, sia per i clienti per ridurre il rischio di contagio da COVID-19. Se ci faremo guidare dal buon senso e non dalla superficialità, potremo andare al ristorante, in pizzeria, in tutti i locali di ristorazione in sicurezza.

Nel Manuale per la ristorazione e la consumazione degli alimenti gli esperti hanno raccolto tutte le informazioni utili riguardo alle norme igieniche e alle precauzioni specifiche per la somministrazione di cibi e bevande, all’organizzazione del locale cucina e alle attività da svolgere durante le preparazioni alimentari, all’organizzazione dei posti a sedere nei locali.

Anche gli avventori devono fare la loro parte, vediamo gli step essenziali:

1.Se non siete in buone condizioni di salute, rimanete a casa ed evitate i luoghi pubblici.

2.Prenotate tramite telefono o app, se possibile.

3.Mantenete sempre il distanziamento sociale (almeno 1 metro) con gli altri clienti e il personale, anche durante l’attesa fuori al locale..

4.Se previsti, rispettate i percorsi obbligati per raggiungere il tavolo o il punto di servizio.

5.Sostate nel locale solo il tempo strettamente alla consumazione.

6.Togliete la mascherina solo per la consumazione.

7.Indossate la mascherina anche se vi spostate all’interno del locale (es. per raggiungere i servizi igienici) e per pagare alla cassa.

8.Evitate l’uso promiscuo di bicchieri e bottiglie.

9. Evitate il servizio a buffet.

10.Se possibile, preferite pagamenti contactless al posto del contante.

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A Te non costa nulla, per noi vuol dire tanto!

di Autore Aspnat on 31/05/2020 Nessun commento

Dal 31 Maggio fino al 30 Settembre, è possibile inviare  on line la propria dichiarazione dei redditi. È il momento giusto per decidere in piena autonomia a quale Ente del Terzo Settore destinare il 5 per mille.

Solo un italiano su due secondo una indagine di BVA-DOXA sceglie a chi destinare il proprio 5×1000. Lo Stato Italiano ripartisce tra Enti del Terzo Settore che svolgono attività socialmente rilevanti questa quota percentuale dell’IRPEF (Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche), senza alcun aggravio di tasse per il contribuente.

Gli Enti che beneficiano del 5×1000 sono tenuti a redigere annualmente un apposito rendiconto per dimostrare dettagliatamente come hanno utilizzato le risorse percepite.

E’ possibile devolvere sulla stessa dichiarazione il 5×1000, l’8×1000 e il 2×1000 secondo i fini cui sono destinate tali percentuali dell’IRPEF, in quanto non si escludono a vicenda, basta compilare e firmare gli appositi riquadri sul modulo predisposto .  Infatti, l’8×1000 è per il sostegno delle confessioni religiose, il 2×1000 è destinato ai partiti politici, il 5×1000 al Volontariato, alle Onlus, alle APS e alle Fondazioni, riconosciute e riportate in un apposito elenco permanente a cura della Agenzia delle Entrate

Qualunque sia il tuo reddito, la Tua scelta fa la differenza. A Te non costa nulla, per noi vuol dire tanto! Tutti i fondi raccolti da ASPNAT Onlus vengono utilizzati per attività di prevenzione delle malattie renali e per diffondere un sano stile di vita. Il nostro obiettivo principale è quello di stimolare la popolazione e, soprattutto i giovani, ad avere cura della propria salute attraverso scelte responsabili. Infatti, riteniamo che non sia mai troppo presto per la prevenzione, dovrebbe iniziare addirittura dal concepimento.

Anche se non sei tenuto a presentare la Dichiarazione , puoi utilizzare per la Tua scelta l’apposita scheda allegata allo schema di Certificazione Unica 2020 (CU) o al Modello REDDITI Persone Fisiche 2020.

Sono sufficienti pochi semplici passaggi:

1) riporta in alto il tuo codice fiscale

2) firma nel primo riquadro firma ed indica il numero di Codice Fiscale/Partita IVA di ASPNAT Onlus 02024720712.

3)inserisci in una busta chiusa, sulla quale scriverai “Destinazione Cinque per Mille IRPEF” ed indicherai come mittente il tuo nome, cognome e codice fiscale

4) consegnala ad un Ufficio Postale (non pagherai nessuna spesa) o ad un intermediario abilitato, il tuo commercialista o il CAF.

Passaparola, coinvolgi un amico e fai scrivere anche a lui 02024720712

Grazie di cuore.

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World no tobacco day, giornata mondiale senza tabacco

di Autore Aspnat on 31/05/2020 Nessun commento

Sotto l’egida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), ogni anno il 31 Maggio si celebra questa giornata per invitare tutti ad astenersi dall’uso del tabacco.

Entro il 2030, secondo l’OMS, a causa del fumo moriranno circa 8 milioni di persone, la maggior parte in paesi a basso e medio reddito. Oltre 1 milione di persone muoiono ogni anno per l’esposizione al fumo passivo.

In Italia si stimano 80.000 decessi/anno a causa del fumo. Secondo l’ ISTAT, i fumatori, nella fascia d’età superiore ai 14 anni , sono quasi 10 milioni, maggiormente tra i 20 e i 44 anni.

Il fumo contiene moltissime sostanze cancerogene che favoriscono lo sviluppo dei tumori, in tutti gli organi non solo nei polmoni, causa malattie cardiovascolari e danneggia  il sistema immunitario. Lo studio HBSC che coinvolge adolescenti di tutte le regioni italiane registra che a 15 anni quasi il 32% delle ragazze fuma abitualmente rispetto al 24,8% dei ragazzi. Questo significa che il cambiamento dello stile di vita influirà significativamente e negativamente sulla sopravvivenza della popolazione femminile. Anche le sigarette elettroniche sono dannose per la salute, svapare non è innocuo come pensano molti. Le industrie utilizzano aromi attraenti nei prodotti a base di tabacco e nicotina, come ciliegia, gomma da masticare, vaniglia, che incoraggiano i giovani a sottovalutare i rischi correlati alla salute e ad iniziare a usarli

L’OMS ha lanciato una grande campagna di comunicazione per svelare i segreti di marketing che utilizzano le aziende produttrici di tabacco per incentivare l’uso di questa sostanza, soprattutto, tra i giovani.

Pochi nefropatici ritengono che il fumo sia dannoso anche per i reni, eppure ad ogni battito cardiaco quasi un quinto del sangue inviato in circolo, arriva nei reni! Allora, se ci tieni ai tuoi reni, NO al fumo.

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