Autore Aspnat

5 x mille, come fare

di Autore Aspnat on 10/05/2021 Nessun commento

Da10 maggio 2021 sarà disponibile sul sito della Agenzia delle Entrate il 730 precompilato con i redditi e gli sgravi d’imposta previsti per l’anno 2020. Per tutti è tempo di decidere a chi destinare il 5 x mille. E’ un diritto, per questo conviene esercitarlo, fare la propria scelta è un atto di responsabilità sociale.

Cosa fa ASPNAT con il Tuo 5 x mille? Se scorri il sito, potrai vedere le nostre attività, rivolte alla prevenzione delle malattie renali e alla diffusione della cultura del benessere e del sano stile di vita. La pandemia non ci ha fermati, abbiamo continuato a comunicare con i nostri Soci ed Amici attraverso il sito, i social, eventi digitali. Il programma delle attività in presenza è già pronto, sarà attuato non appena le norme sanitarie lo consentiranno.

Riteniamo che la salute sia il frutto di molteplici fattori (Determinanti della Salute) individuabili in fattori genetici (20%), comportamenti personali e stili di vita (50%), accesso ai servizi sanitari 10%), fattori sociali, condizioni di vita e di lavoro, condizioni generali socio-economiche, culturali e ambientali. Per questo motivo, ci impegniamo trasversalmente su tutti gli argomenti citati e a tutti i livelli, sia istituzionali, sia con i singoli cittadini, in particolare con gli studenti.

Anche chi non compila la dichiarazione dei redditi può donare il proprio 5×1000: i contribuenti che non devono presentare la Dichiarazione possono scegliere di destinare l’otto, il cinque e il due x 1000 dell’IRPEF, utilizzando l’apposita scheda allegata al modulo di Certificazione Unica 2021 (CU) o al Modello 730 o al Modello Redditi Persone Fisiche (ex Unico) 2021. Il documento va inserito in una busta con la seguente indicazione “Scheda per la scelta della destinazione del 5 per mille dell’IRPEF”, il proprio nome, cognome e codice fiscale e va consegnata a:

  • un ufficio postale (senza alcuna spesa)
  • a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (commercialista, CAF, etc.) che può chiedere un compenso per tale servizio;
  • direttamente attraverso i servizi telematici dell’Agenzia (se si è abilitati).

Apponi la tua firma nel riquadro con la dicitura “Sostegno del volontariato e delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale…” e scrivi il Codice Fiscale di ASPNAT Onlus

02024720712

Gli Enti che beneficiano del 5×1000 sono tenuti a redigere annualmente un apposito rendiconto per dimostrare dettagliatamente come hanno utilizzato le risorse percepite.

E’ possibile devolvere contemporaneamente il 5×1000, l’8×1000 e il 2×1000 secondo i fini cui sono destinate tali percentuali dell’IRPEF, in quanto non si escludono a vicenda, basta compilare e firmare gli appositi riquadri sul modulo predisposto .  Infatti, l’8×1000 è per il sostegno delle confessioni religiose, il 2×1000 è destinato ai partiti politici, il 5×1000 al Volontariato, alle Onlus, alle APS e alle Fondazioni, riconosciute e riportate in un apposito elenco permanente a cura della Agenzia delle Entrate

Scrivi 02024720712 e passa parola ai Tuoi Amici. Donare il 5×1000 non Ti costa nulla, ma è fondamentale per il benessere comune e sociale. 

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Assemblea ordinaria dei Soci

di Autore Aspnat on 02/05/2021 Nessun commento

Facendo seguito alla convocazione già inviata, in ottemperanza alle vigenti disposizioni normative che continuano ad imporre il distanziamento sociale a causa dell’emergenza epidemiologica Covid-19 e vista, comunque, l’esigenza di procedere all’approvazione del bilancio consuntivo per l’esercizio 2020, al fine di assicurare la corretta e coerente gestione economico-finanziaria dell’Associazione, l’Assemblea dei Soci 2021 si terrà in videoconferenza martedì 4 Maggio alle ore 18.30, per discutere il seguente ordine del giorno:

  1. Lettura verbale  Assemblea precedente
  2. Relazione del Presidente
  3. Relazione Revisori dei conti, esame bilancio consuntivo anno 2020: determinazioni
  4. Programmazione attività 2021
  5. Varie ed eventuali

Riceverete messaggio personale su Facebook, o sms sul vostro cellulare o nella chat di Whatsapp con il link per partecipare sulla piattaforma ZOOM. Lo stesso link è riportato nella convocazione già inviata tramite mail o via posta ordinaria.

Se avete dubbi o domande da fare scrivete a info@aspnat.it

Per rinnovare la propria  adesione, si invita a versare la quota associativa annuale minima di € 10,00 tramite bonifico sul c/c intestato ad ASPNAT, presso Banca Intesa Sanpaolo di San Severo, utilizzando l’ IBAN IT46P0306978634100000006467.

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La giornata mondiale della Terra

di Autore Aspnat on 22/04/2021 Nessun commento

Pachamama significa in lingua quechua Madre Terra, una divinità venerata dai popoli sudamericani andini come dea della terra, dell’agricoltura e della fertilità. Gea o Gaia rappresenta nella mitologia greca la potenza divina. Chiamatela come volete, ma la Terra è l’unico pianeta che abbiamo per vivere. Il 2020 sarà ricordato non solo per la pandemia COVID-19, ma anche come l’anno in cui per la prima volta sono state scoperte nella placenta umana tracce di microplastica. E’ la conferma che siamo nell’era geologica dell’antropocene, epoca in cui l’ambiente viene severamente condizionato a livello sia locale sia globale dagli effetti degli interventi umani.

Per questo motivo il 22 aprile è un giorno che non ci deve lasciare indifferenti. La qualità dell’ambiente influenza la nostra salute, la sanità pubblica deve collaborare con le politiche sul clima, ma noi come singoli cosa possiamo fare?

Innanzitutto, scelte responsabili per la nostra salute e per il pianeta. Scegliere un mezzo di trasporto con minore impatto, operare scelte urbanistiche rispettose dell’ambiente, preferire cibi di filiera corta e di stagione, ridurre il consumo di prodotti in confezioni di plastica, differenziare correttamente i rifiuti, riciclare gli abiti, non sciupare acqua, sono solo alcuni dei piccoli gesti che ogni individuo può fare.

Pensiamoci! Se aiutiamo il pianeta Terra, lavoriamo per la nostra salute.

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6 Aprile 2021 Giornata Mondiale dell’Attività Fisica #BeActive

di Autore Aspnat on 06/04/2021 Nessun commento

Il 6 Aprile 1896 si tennero ad Atene i primi Giochi Olimpici dell’era moderna ed è questa la data in cui l^Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha deciso di dedicare una Giornata Internazionale allo sport per lo sviluppo e la pace, non solo per evidenziare l’importanza dell’attività fisica e dello sport per la salute mentale e fisica per le persone di tutte le età, ma anche come strumento di integrazione sociale e sviluppo economico.

Il perdurare della pandemia di COVID-19 sta limitando molto l’attività fisica e la situazione di disagio può spingere facilmente a mangiare più del dovuto. Per tutelare la nostra salute, dobbiamo, quindi, impegnarci a controllare l’alimentazione e a fare anche piccoli esercizi per rimanere attivi. Ad esempio, chi lavora in smart working ogni 30 minuti, deve muoversi per un paio di minuti, allungare le gambe, alzarsi e sedersi dalla sedia 10 volte di seguito senza appoggiarsi con le mani al tavolo, approfittare delle telefonate e delle riunioni per stare in piedi. Per essere attivi in casa, si possono salire e scendere le scale, ballare, seguire corsi on line di yoga o ginnastica, è importante interrompere lo stato di sedentarietà, anche facendo lavori domestici o giocando con i piccoli. Ogni movimento è utile, bisogna porsi obiettivi possibili da incrementare ogni giorno. Non dobbiamo allenarci per le Olimpiadi, ma dobbiamo essere costanti.

I benefici dell’attività fisica si estendono anche a livello psicologico. “Lo sport diventa una terapia naturale meglio di tanti farmaci, diventa un addestramento alla vita, incrementa consapevolezza nei propri mezzi e proprie capacità, incrementa fiducia in sé, aiuta a stare al mondo con una visione positiva e propositiva.” “ORA è il momento per salire sul treno dell’attività fisica, è sempre il momento per iniziare, non aspettare il momento migliore” riporta lo psicologo Matteo Simone.

Leggi la nostra pubblicazione dedicata all’attività fisica nei pazienti nefropatici o a soggetti con ridotta possibilità di movimento.

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Autore Aspnat6 Aprile 2021 Giornata Mondiale dell’Attività Fisica #BeActive

Vivere bene con la malattia renale

di Autore Aspnat on 12/03/2021 Nessun commento

Questo è il titolo del digital talk, organizzato da ASPNAT , che si terrà domenica 14 Marzo 2021 alle ore 17.00, in adesione alla Giornata Mondiale del Rene. Per partecipare al nostro salotto virtuale è necessario registrarsi gratuitamente su :

https://www.eventbrite.it/e/biglietti-vivere-bene-con-la-malattia-renale-144869968977?aff=ebdssbonlinesearch

Un’occasione per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle nefropatie, patologie in continuo aumento che possono condurre, nelle forme più avanzate alla dialisi o al trapianto. In Italia, 1 persona su 10 soffre di problemi ai reni. Fattori predisponenti sono il diabete, l’ipertensione e l’obesità. L’ostacolo maggiore alla cura efficace della malattia renale è costituito dalla diagnosi tardiva. Infatti, essa si presenta in maniera enigmatica, avanzando ed insinuandosi silenziosamente, manifestandosi quando il funzionamento dei reni può risultare ormai compromesso.

La prevenzione e la diagnosi precoce devono essere gli strumenti principali per contrastare le nefropatie. Sana alimentazione di tipo mediterraneo, no alla sedentarietà, moderazione nell’uso del sale, dello zucchero, delle bevande gassate, degli alcolici, eliminazione del fumo sono le regole di base per non danneggiare il nostro capitale SALUTE. Per la diagnosi precoce di malattia renale è sufficiente fare un esame delle urine, il dosaggio della creatininemia ( l’equivalente della determinazione della glicemia nei diabetici!), misurazione della pressione arteriosa. Pochi semplici controlli, indispensabili per valutare la funzionalità dei reni.

Nel nostro digital talk parleremo di salute e di cosa significa vivere bene, grazie alla partecipazione di esperti e alla testimonianza di pazienti.

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8 Marzo Giornata internazionale della Donna

di Autore Aspnat on 07/03/2021 Nessun commento

Per ricordare l’8 marzo Festa della Donna, parliamo di Medicina di Genere.  L’Italia è all’avanguardia in Europa in questo campo, infatti già dal giugno 2019 è stato adottato il Piano per l’applicazione e la diffusione della Medicina di Genere, previsto dall’articolo 3 della Legge 3/2018.

La Medicina di Genere si avvale di un nuovo punto di vista, che include tutte le specialità mediche, tenendo in considerazione le differenze associate al genere, con l’obiettivo di assicurare la migliore cura ad ogni persona, indipendentemente dal sesso, per raggiungere  l’equità di accesso e la personalizzazione della terapia.

Sono previsti percorsi clinici di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione per i pazienti, ma anche percorsi formativi per i medici ed adeguata informazione.

Già dal 2007 la Fondazione Onda https://ondaosservatorio.it/it/ segnala con un bollino rosa gli ospedali che dedicano una particolare attenzione alla salute femminile, con un modello organizzativo che tiene conto delle varie fasi della vita dallo sviluppo all’ età fertile e riproduzione, dalla menopausa alla senescenza.

La necessità di osservare con lo spirito della medicina di genere le potenziali differenze, si conferma anche per la malattia renale cronica, dove la prevalenza è maggiore negli uomini (7,5%) rispetto alle donne (6,5%), come riportato nello studio CARHES.

Questo approccio di genere si è rivelato determinante anche per il COVID-19. I dati rilevati indicano uno svantaggio del sesso/genere maschile che ha mostrato una maggiore severità di sintomi ed un esito più sfavorevole rispetto al sesso/genere femminile.

Quindi, nell’era della medicina personalizzata è decisamente indispensabile valutare anche le numerose differenze osservabili tra uomini e donne.

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Autore Aspnat8 Marzo Giornata internazionale della Donna

Vaccino anti Covid-19 per i pazienti in lista d’attesa e trapiantati

di Autore Aspnat on 16/01/2021 Nessun commento

Il Centro Nazionale Trapianti (CNT) ha effettuato uno studio dall’inizio della pandemia, dimostrando che il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei pazienti in attesa di trapianto e trapiantati è maggiore e le conseguenze del COVID-19 sono più gravi rispetto alla popolazione generale.

Per questo motivo chi ha ricevuto un trapianto da almeno 3-6 mesi è opportuno che si sottoponga a vaccinazione, i pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche necessitano di un periodo di 6 mesi.

Il Piano vaccinale  del Ministero della Salute, prevede che dopo il personale sanitario e sociosanitario, gli ospiti delle RSA e le persone con età superiore agli 80 anni, saranno vaccinate le persone con immunodeficienza o in trattamento con farmaci immunosoppressori, come i pazienti trapiantati, e i pazienti con più di una patologia cronica pregressa o con insufficienza terminale d’organo. 

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Le Festività al tempo del Covid

di Autore Aspnat on 25/12/2020 Nessun commento

Il Covid ci impone di recuperare il vero senso del Natale, che sarà senz’altro diverso ma sicuramente più autentico.

La gioia di stare insieme non deve, però, diventare un veicolo di contagio. Ecco alcuni suggerimenti per un Natale 2020 Covid-Free a tavola delle feste:
1) Innanzitutto rispettare la distanza tra i commensali, che dovrebbe essere di un metro e mezzo. I posti possono essere disposti a scacchiera per evitare di avere proprio di fronte un’altra persona. In alternativa si possono utilizzare ad esempio due tavoli per avere la distanza di sicurezza.
2) Prima di sedersi a tavola, lavare accuratamente le mani con acqua e sapone liquido, dopo asciugare con asciugamano di carta o comunque monouso.
3)Non scambiarsi piatti e bicchieri, evitare di fare i brindisi con i calici nei quali si è già bevuto, preferire l’uso di tovaglioli di carta.
4) Non condividere le posate, evitare i buffet, i piatti di portata, servire porzioni già preparate nei piatti.
5) Non passarsi le bottiglie, una sola persona deve toccare il contenitore e servire da bere.
6) Evitare di passarsi il cellulare per fare gli auguri collettivi, usare il vivavoce.
7) Evitare di cantare, gridare, parlare a voce alta.
8)Lasciare sempre una finestra o una porta aperta per consentire una adeguata aerazione, evitando di creare corrente.
9) Togliere a mascherina solo per mangiare e bere. Indossarla nuovamente al più presto possibile.
10) Rimuovere la mascherina toccando solo gli elastici e mai la parte davanti.

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La Dieta Mediterranea

di Autore Aspnat on 16/11/2020 Nessun commento

10 anni fa , su richiesta di Spagna, Grecia, Italia e Marocco, tutte nazioni che si affacciano sul Mar Mediterraneo, la Dieta Mediterranea è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Il termine dieta comunemente viene inteso in senso privativo (mettersi a dieta, limitarsi nell’assunzione di cibo), in realtà viene dal verbo greco ΔjάѠ divenuto poi ζάѠ  che significa vivere, vita, stile di vita. Secondo quest’accezione deve essere inteso, dunque, il termine dieta. Infatti, la Dieta Mediterranea indica “Le prassi, le rappresentazioni, le espressioni, le conoscenze, il know-how come pure gli strumenti, gli oggetti, i manufatti e gli spazi culturali associati agli stessi – che le comunità, i gruppi e in alcuni casi gli individui riconoscono in quanto parte del loro patrimonio culturale”. Quindi, non solo cibo, ma anche tradizioni e cultura.

La Dieta Mediterranea preserva anche la biodiversità, contribuendo a mantenere le tradizionali attività di agricoltura e pesca e la ritualità ad esse connesse, tutelando anche il patrimonio culturale dei popoli del bacino del Mar Mediterraneo.

Numerosi studi scientifici hanno ormai confermato i benefici della Dieta Mediterranea, evidenziati negli anni ’70 dai ricercatori americani Ancel e Margaret Keys, con studi condotti su alcune popolazioni dell’Italia meridionale, confrontate con campioni di altre nazioni.

L’alimentazione non esclude cibi, ma si basa preferibilmente su un mix di

  • cibi di origine vegetale: frutta, verdura, pasta, pane, cereali, patate, legumi, mandorle, noci.
  • utilizzo dell’olio d’oliva come condimento
  • consumo di latticini, formaggi e/o yogurt, in quantità limitate.
  • pesce, carni bianche, uova: qualche volta alla settimana.
  • dolci e carne rossa con frequenza abbastanza limitata

La scelta dei cibi deve essere basata sulla stagionalità e sulla filiera corta, ossia di preferenza prodotti locali.

Importante è mantenere in equilibrio la bilancia energetica, quindi, consumare le calorie che sono state introdotte in modo da non accumulare eccessi. Ecco che ci vengono in soccorso altre abitudini salutari: passeggiare ogni giorno per almeno 30-45 minuti, fare attività fisica (andare in bici, non usare l’ascensore, salire qualche piano di scale, ballare, portare a passeggio il cane, ballare, andare in palestra, etc)

Altro fattore da sottolineare è la convivialità, riscoprire il valore del cibo come mezzo di rapporto relazionale in famiglia, tra amici e tra le generazioni.

Se l’australiana Deakin University ha pubblicato di recente uno studio che ha evidenziato non solo i benefici della Dieta Mediterranea sul sistema cardiovascolare, ma anche su altri aspetti biologici che possono influire sulla depressione, cosa possiamo dire ai pazienti nefropatici?

Un gruppo di studiosi europei ha effettuato una revisione della letteratura ed ha concluso che, valutato, il potenziale rischio di iperpotassiemia derivante dall’aumento dell’assunzione di frutta e verdura, tenendo presente la diminuzione della produzione netta di acido endogeno e l’aumento delle fibre, si può avere un migliore controllo dell’acidosi metabolica. Questo, insieme ad altri probabili effetti favorevoli della dieta mediterranea sulla funzione endoteliale, l’infiammazione, il profilo lipidico e la pressione sanguigna, fornisce percorsi meccanicistici per spiegare il ridotto declino della funzione renale osservato e il miglioramento della sopravvivenza nei pazienti con malattia renale cronica che aderiscono a una dieta di tipo mediterraneo.

Così possiamo dire che la dieta mediterranea è uno stile di vita che fa bene alla salute, alle persone ed anche all’ambiente, perché può nutrire il pianeta senza depredarne le risorse, facendo una giusta scelta degli alimenti.

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Parliamo di diabete e malattia renale cronica

di Autore Aspnat on 14/11/2020 Nessun commento

Il 14 novembre è la giornata in cui si celebra la Giornata Mondiale del Diabete. Ben 425 milioni in tutto il mondo, 5 milioni in Italia sono colpiti da diabete. Perchè la ricordiamo in questa pagina dedicata alla malattia renale? Il diabete è uno dei fattori predisponenti alla nefropatia, (40% dei casi di nefropatia diabetica). Dopo 10 anni dall’inizio del diabete, se non adeguatamente controllato, circa il 50% dei pazienti può sfociare in una nefropatia diabetica.

Sintomi più frequenti possono essere:

  • Edema o gonfiore delle caviglie, dei piedi o delle mani
  • Presenza di schiuma nelle urine
  • Senso di nausea e vomito
  • Perdita di appetito
  • Stanchezza
  • Prurito generalizzato
  • Mal di testa
  • Ipertensione
  • Obesità

Desideriamo ricordarvi, soprattutto, il valore della prevenzione: alimentazione non corretta, sedentarietà, dipendenza da fumo o droghe, uso incontrollato di alcool, uno stile di vita malsano, sono nemici della nostra salute. Adottare uno stile di vita salutogeno è come vaccinarsi per le cosiddette “malattie del benessere”

Controlli periodici regolari , tra cui il dosaggio dell’albumina nell’urina (albuminuria), un test utile per il monitoraggio della progressione della malattia renale in corso di diabete e, nel contempo, predittivo di patologia cardio-vascolare, compreso il decadimento cognitivo, consentono di monitorare il nostro stato di salute: non sapere di essere affetti da diabete o da malattia renale cronica ci espone ad un rischio maggiore rispetto a chi ne è consapevole.

In questi mesi, la pandemia di COVID-19 ha duramente colpito sia i pazienti diabetici, sia quelli con malattia renale. Il perdurare dell’ emergenza sanitaria richiede di continuare a prestare massima attenzione e ad applicare tutte le norme sanitarie indicate dalle autorità sanitarie: usare la mascherina, ridurre al minimo i contatti interpersonali, rispettare il distanziamento sociale, lavare ed igienizzare accuratamente le mani.

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