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Giornata Mondiale del Rene-12 Marzo 2026

di Autore Aspnat on 11/03/2026 Nessun commento

Nel 2026 si celebra la ventesima edizione della Giornata Mondiale del Rene: un impegno tangibile che si rinnova ancora una volta e che vede l’Associazione per lo Studio e la Prevenzione delle Nefropatie- Alto Tavoliere (ASPNAT APS) in prima linea per salute dei nostri reni.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha posto la salute dei reni come priorità di sanità pubblica a livello globale e riconosce la Giornata Mondiale del Rene come ricorrenza ufficiale, invitando ad agire su prevenzione, sensibilizzazione, accesso ai trattamenti e riduzione dei rischi ambientali.

il 12 Marzo alle ore 18.00 presso la Biblioteca Comunale “A. Minuziano” di San Severo si terrà il Convegno “A.A.A. e Salute.Aria, Acqua, Ambiente “

Salute renale per Tutti. Vicini alle Persone, attenti al Pianeta.

Con queste semplici parole tutti sono esortati ad un impegno collettivo per costruire un futuro più sano, equo e sostenibile per la salute dei reni. Un obiettivo fondamentale che può essere concretamente realizzato attraverso la sinergia di tutti i portatori di interesse: sistemi sanitari, istituzioni, cittadinanza consapevole.

Programma

Saluti istituzionali

Corradino Niro Presidente ASPNAT

Moderatore

Fabio Di Capua – Medico Chirurgo

Introduzione

M.Rosaria Rossetti – Segretario Tesoriere ASPNAT

L’ecosistema e il benessere delle persone

Luciana De Lallo – Pediatra ASL Foggia

Un bene prezioso: la salute dei reni

Mauro Forcella – Nefrologo AOU Policlinico Foggia

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Il sale “occulto” negli alimenti

di Autore Aspnat on 14/09/2025 Nessun commento

Leggi bene l’etichetta

Ormai è noto a tutti quanto sia importante limitare l’assunzione di sale nella nostra alimentazione quotidiana. Le linee guida raccomandano di non superare i 5 grammi al giorno (circa un cucchiaino da tè), e questa regola vale a tutte le età, fin dall’infanzia. Non a caso, i pediatri consigliano di non aggiungere sale alle pappe fino almeno ai 12 mesi di vita.

Il motivo è semplice: il sale non solo può contribuire allo sviluppo di ipertensione e malattie cardiovascolari, con danno anche renale, ma tende a creare una sorta di “assuefazione al gusto salato”. Più lo utilizziamo, più il nostro palato si abitua, spingendoci a ricercare piatti sempre più sapidi e, di conseguenza, a eccedere senza rendercene conto.

Se il sale che aggiungiamo manualmente alle pietanze è relativamente facile da gestire, molto più complicato è controllare quello che si definisce “sale occulto”, ossia quello contenuto in numerosi prodotti industriali e trasformati. Tra i principali:

  • insaccati e salumi,
  • dadi da brodo e condimenti pronti,
  • snack salati e patatine,
  • pizze e focacce,
  • formaggi stagionati e anche fusi (come le sottilette),
  • sughi pronti e cibi in scatola (legumi, tonno, ecc.),
  • dolci industriali (crostatine, biscotti, merendine, cereali da colazione),
  • bevande e salse confezionate, dove il sodio compare spesso tra gli additivi.

Per imparare a ridurre il consumo di sale, il primo passo è leggere attentamente le etichette. Se non compare la parola “sale”, potresti trovarlo indicato come sodio. In questo caso, per calcolare la quantità effettiva di sale, bisogna moltiplicare il valore del sodio per 2,5.

Gli alimenti vengono classificati in base al loro contenuto:

  • alto contenuto: oltre 1 g di sale ogni 100 g di prodotto,
  • medio contenuto: tra 0,3 g e 1 g ogni 100 g,
  • basso contenuto: meno di 0,3 g ogni 100 g.

Un buon modo per ridurre il sale è imparare a sostituirlo con alternative più salutari. Le erbe aromatiche e le spezie, ad esempio, donano sapore ai piatti senza compromettere la salute. Inoltre, al posto dei dadi industriali ricchi di sodio, possiamo prepararne di fatti in casa:
basta frullare sedano (coste e foglie), carote, cipolla e salvia, distribuire il composto in una vaschetta per il ghiaccio e congelarlo. Una volta solidificati, i cubetti possono essere trasferiti in un sacchetto per alimenti e utilizzati al bisogno, per arricchire minestre, zuppe e risotti con un gusto naturale e senza eccessi di sale.

In questo modo, oltre a migliorare la qualità della nostra alimentazione, educhiamo il palato a sapori più genuini e meno dipendenti dal salato.

Ringraziamenti: Imagine by Peggy_Marco

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La prevenzione è il farmaco migliore

di Autore Aspnat on 14/03/2025 Nessun commento

La Giornata Mondiale del Rene 2025, svoltasi il 13 Marzo a San Severo ha rappresentato un’importante occasione per sensibilizzare la comunità sulla salute renale e promuovere stili di vita sani. Grazie all’impegno di tutti i partecipanti e degli organizzatori, l’evento ha contribuito a diffondere conoscenze fondamentali e a rafforzare il legame tra la popolazione e i professionisti della salute.

In  alcuni locali  della sede storica del Municipio, Palazzo dei Celestini, sono state allestite 4 postazioni per visite nefrologiche. Sono state effettuate 70 visite, di cui circa 40 corredate da ecografia, è stata rilevata la pressione arteriosa ed è stato eseguito un test sulle urine per la valutazione di ACR, un esame che misura la quantità di albumina nelle urine in rapporto alla creatinina e permette di individuare precocemente eventuali danni renali, specialmente in soggetti a rischio, come diabetici o ipertesi. L’esecuzione dei test urinari è stata resa possibile grazie alla disponibilità di Biotecho srl, una eccellenza pugliese nel campo delle biotecnologie.
Un sentito ringraziamento ai medici Mauro Forcella, Lello dell’Aquila, Clorinda Avanzi, Silvio Spada, Ciro Niro, nonché a Carmela Barletta, Angela Amorusi, Rosanna Piazzola e Carmela Fersurella e ai Soci ASPNAT che hanno partecipato all’organizzazione dell’evento, realizzato con il patrocinio del Comune di San Severo e in collaborazione con l’Assessorato alla sanità nella persona della dott.ssa Luciana De Lallo.

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Proteggi la salute dei Tuoi reni

di Autore Aspnat on 04/03/2025 Nessun commento

Sono circa 850 milioni le persone nel mondo che sono colpite da Malattia Renale Cronica (MRC) . Se non diagnosticata e non trattata tempestivamente, la MRC può progredire fino all’insufficienza renale, portando a gravi complicazioni ed a mortalità precoce. Si prevede che entro il 2040 la MRC diventerà la quinta causa principale di riduzione dell’aspettativa di vita, per questo vi è l’urgente necessità di strategie globali per combattere le malattie renali.

Le categorie di soggetti ad alto rischio di malattie renali dovrebbero essere sottoposte a test mirati.

I maggiori fattori di rischio per la malattia renale sono:

  • Diabete
  • Ipertensione
  • Patologie cardiovascolari
  • Obesità
  • Storia familiare di malattia renale

Altri fattori di rischio sono:

  • Danno renale acuto
  • Malattia renale correlata alla gravidanza
  • Malattie autoimmuni (come ad esempio il Lupus eritematoso o la Vasculite)
  • Essere nati prematuramente o con un basso peso alla nascita
  • Ostruzione delle vie urinarie
  • Calcoli renali frequenti
  • Difetti congeniti che interessano i reni o il tratto urinario
  • Determinanti sociali quali basso livello di istruzione, basso reddito, condizioni lavorative disagiate, ambiente, stile di vita non corretto, tipo di organizzazione sanitaria, etc.
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Diabete e reni

di Autore Aspnat on 24/09/2024 Nessun commento

Il danno renale nel paziente con diabete di tipo 2 è una complicanza comune e potenzialmente grave, nota come nefropatia diabetica. Questo tipo di danno renale si sviluppa gradualmente e, se non trattato, può portare a insufficienza renale cronica (IRC) e alla necessità di trattamento sostituivo, quale la dialisi o il trapianto di rene.

Meccanismo del danno renale nel diabete di tipo 2

La nefropatia diabetica è causata principalmente da livelli elevati e persistenti di glicemia, che danneggiano progressivamente i vasi sanguigni dei reni, in particolare i glomeruli, le strutture che filtrano il sangue.

I meccanismi principali sono:

  1. Iperglicemia cronica: provoca una serie di processi infiammatori e ossidativi che danneggiano i capillari renali.
  2. Ipertensione: frequente nei diabetici e contribuisce al peggioramento del danno renale.
  3. Sovraccarico renale: l’eccesso di glucosio nei reni sovraccarica il sistema di filtraggio, causando iperfiltrazione glomerulare. Con il tempo, i glomeruli si danneggiano, riducendo progressivamente la capacità di filtrare efficacemente il sangue.
  4. Proteinuria: il danno ai glomeruli permette alle proteine, soprattutto l’albumina, di passare nelle urine. Questo è uno dei segni clinici di nefropatia diabetica.

Stadi della nefropatia diabetica

La nefropatia diabetica può essere suddivisa in cinque stadi:

  1. Iperfiltrazione: iniziale aumento della velocità di filtrazione glomerulare (VFG).
  2. Microalbuminuria: comparsa di piccole quantità di albumina nelle urine (30-300 mg/24h).
  3. Macroalbuminuria: perdita più significativa di proteine (>300 mg/24h).
  4. Diminuzione della funzione renale: riduzione della VFG con aumento della creatinina sierica e ridotta clearance della creatinina.
  5. Insufficienza renale terminale: la funzione renale si riduce drasticamente, richiedendo dialisi o trapianto.

Fattori di rischio

  • Iperglicemia cronica: mantenere il controllo glicemico è fondamentale.
  • Ipertensione: l’ipertensione non controllata accelera il danno renale.
  • Fumo: peggiora l’ossigenazione dei tessuti e il danno vascolare.
  • Dislipidemia: livelli elevati di colesterolo e trigliceridi contribuiscono al danno vascolare.
  • Durata del diabete: maggiore è il tempo trascorso con il diabete, maggiore è il rischio di sviluppare nefropatia.
    Un diabete non controllato può portare a diverse complicanze, quali: retinopatia diabetica, ictus, arteriopatia periferica, piede diabetico, cardiopatia coronarica, insufficienza renale cronica.

Diagnosi

  1. Esame delle urine: per rilevare la presenza di albumina (albuminuria o proteinuria).
  2. Esami del sangue: per monitorare la funzione renale (creatinina, VFG).
  3. Esami di imaging: ecografie renali per valutare dimensione e struttura dei reni.

Prevenzione e gestione

  • Controllo glicemico: mantenere i livelli di glicemia il più vicino possibile alla norma con farmaci adatti.
  • Controllo della pressione arteriosa
  • Dieta bilanciata: ridurre l’assunzione di sale e proteine per non sovraccaricare i reni.
  • Smettere di fumare: il fumo aggrava la progressione del danno renale.

Trattamenti recenti

Negli ultimi anni, i farmaci come gli inibitori del SGLT2 (ad es. dapagliflozin, empagliflozin) hanno mostrato benefici non solo nel controllo della glicemia ma anche nel rallentare la progressione della malattia renale diabetica. Questi farmaci, riducendo la glicemia attraverso l’inibizione del riassorbimento del glucosio nei reni, aiutano a proteggere la funzione renale.

Conclusioni

Il danno renale nei pazienti con diabete tipo 2 può essere prevenuto e gestito attraverso un controllo rigoroso della glicemia e della pressione arteriosa, cambiamenti dello stile di vita e, quando necessario, l’uso di terapie farmacologiche appropriate. Un monitoraggio regolare della funzione renale è essenziale per identificare precocemente il danno e prevenire la progressione verso l’insufficienza renale.

photo credits: https://www.sbmedical.it

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Meno sale, più salute

di Autore Aspnat on 16/05/2023 Nessun commento

Dal 15 al 21 maggio 2023, ricorre la Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale.

La World Action on Salt, Sugar and Health (Wassh), Associazione internazionale che conta partner in 100 Paesi punta a sensibilizzare i Governi sulla necessità di condurre campagne divulgative rivolte alla popolazione per ridurre il consumo del sale, nonché di favorire l’adozione da parte delle aziende alimentari a limitare il sale nei loro prodotti, considerato che esso è già presente nei cibi.

L’ipertensione arteriosa, le patologie cardio-cerebrovascolari ad essa correlate, tumori, in particolare dello stomaco, osteoporosi e malattie renali possono essere tenute sotto controllo riducendo il consumo di sale

5 azioni concrete, raccomandate da WASSH e dal nostro Ministero della Salute , per ridurre il consumo di sale a meno di 5 g al giorno

  1. utilizzare erbe aromatiche, spezie, aglio, peperoncino e agrumi al posto del sale per aggiungere sapore al cibo
  2. scolare e risciacquare abbondantemente verdure e legumi in scatola e mangiare più frutta e verdura fresca
  3. controllare le etichette prima di acquistare per scegliere prodotti alimentari meno salati
  4. ridurre gradualmente il sale nelle ricette preferite – in modo da adattarsi progressivamente al gusto
  5. non mettere a tavola sale e salse salate, in modo che anche i giovani si abituino a non aggiungere il sale.
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Ondate di calore: un rischio per la salute

di Autore Aspnat on 28/06/2022 Nessun commento

Le condizioni climatiche caratterizzate da temperature molto elevate per più giorni consecutivi, frequentemente associate a tassi elevati di umidità, forte irraggiamento solare e assenza di ventilazione. possono rappresentare un rischio per la salute. Nei prossimi 30 anni le ondate di calore potranno diventare la causa ambientale principale di morti premature nelle regioni meridionali della UE.

Il caldo eccessivo altera il sistema di regolazione della temperatura corporea. L’esposizione prolungata a temperature elevate può determinare disturbi leggeri, quali crampi, svenimenti, edemi, o di maggiore gravità, tipo congestione, colpo di calore, disidratazione. Condizioni di caldo estreme, fino alle ondate di calore, possono provocare un aggravamento delle condizioni di salute di persone con patologie croniche preesistenti.

E’ necessario aumentare l’assunzione di liquidi, sia bevendo più acqua, sia mangiando frutta e verdura. Infatti, la disidratazione, oltre a sintomi quali mal di testa, vertigini, crampi, secchezza delle mucose, edemi, determina una riduzione della quantità delle urine favorendo infezioni (cistiti) e formazione di calcoli. La disidratazione e la vasodilatazione dovute al caldo possono rendere necessario un adeguamento della terapia antipertensiva., che dovrà essere corretta dal medico. Non fate autoprescrizione!

Come difendersi dal caldo

  1. Non uscire nelle ore più calde: (tra le 11.00 e le 18.00).
  2. Migliorare l’ambiente di casa e di lavoro, schermando le finestre con tende oscuranti regolabili che blocchino il passaggio della luce, ma lascino circolare l’aria. Utilizzare con moderazione l’aria condizionata, mantenendo la temperatura tra 25-27°C. Quando la temperatura interna supera i 32°C, l’uso del ventilatore non è consigliato perché non è efficace per combattere gli effetti del caldo.
  3. Bere molti liquidi: Bere molta acqua e mangiare frutta fresca è una misura essenziale per contrastare gli effetti del caldo., se non controindicato da particolari patologia (ad esempio scompenso cardiaco, epilessia, etc)
  4. Evitare bevande alcoliche
  5. Consumare pasti leggeri:
  6. Vestire comodi e leggeri, con indumenti di cotone, lino o fibre naturali. Proteggere la testa con cappelli leggeri e chiari. Proteggere gli occhi di adulti e bambini con occhiali da sole con filtri UV.
  7. Ventilare l’abitacolo dell’auto prima di iniziare un viaggio, evitare le ore più calde della giornata, tenere sempre in macchia una scorta d’acqua. Non lasciare mai neonati, bambini o animali in auto, neanche per tempi brevi.
  8. Evitare lesercizio fisico nelle ore più calde della giornata.

Per ulteriori informazioni consultare il sito del Ministero della Salute

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Regione Puglia: scadenza il 31 marzo 2022 dell’esenzione per reddito

di Autore Aspnat on 01/04/2022 Nessun commento

Saranno rinnovati automaticamente per gli aventi diritto gli attestati di esenzione per reddito (E01, E02, E03, E04, E94, E95, E96). E’ possibile verificare o autocertificare la propria esenzione accedendo con Spid o con CNS-TS al link della Regione Puglia.

Hanno diritto all’esenzione per reddito:

  • Cittadine e i cittadini di età inferiore a sei anni e superiore a sessantacinque anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 euro- E01: esenzione per visite ed esami specialistici.;
  • Persone disoccupate e i familiari a carico appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico – E02: esenzione per visite ed esami specialistici ;
  • Persone titolari di pensioni sociali e loro familiari a carico – E03: esenzione per viste ed esami specialistici e per l’acquisto di farmaci;
  • Persone titolari di pensioni al minimo di età superiore a sessant’anni e loro familiari a carico, appartenenti ad un nucleo familiare con un reddito annuo complessivo inferiore a 8.263,31 euro, incrementato fino a 11.362,05 euro in presenza del coniuge ed in ragione di ulteriori 516,46 euro per ogni figlio a carico –E04: esenzione per viste ed esami specialistici e per l’acquisto di farmaci;
  • Persone appartenenti a nuclei familiari con reddito annuo complessivo fino a 18.000,00 euro, incrementato di 1.000,00 euro per ogni figlio a carico – E94: esenzione totale o parziale per l’acquisto di farmaci;
  • Persone di età superiore a 65 anni, appartenenti ad un nucleo familiare con reddito annuo complessivo non superiore a 36.151,98 euro – E95: esenzione totale o parziale per l’acquisto di farmaci;
  • Persone appartenenti a nuclei familiari con reddito annuo fino a 23.000,00 €, incrementato di 1.000,00 € per ogni figlio a carico – E96: esenzione totale o parziale per l’acquisto di farmaci..
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Giornata Mondiale del Rene 2022: conoscenza

di Autore Aspnat on 04/03/2022 Nessun commento

La scarsa alfabetizzazione sanitaria è una delle cause che comporta un riconoscimento tardivo della malattia renale.  L’ incapacità di ottenere, elaborare e capire informazioni sanitarie di base e la disuguaglianza di accesso ai servizi di salute in modo da effettuare scelte consapevoli, in pratica può determinare un diverso grado di acquisire, comprendere e utilizzare informazioni per la propria salute.

Si stima che il 10% della popolazione adulta soffra di una malattia renale, ma non tutti sanno di averla.Entro il 2040 le malattie renali saranno la quinta causa di morte al mondo.

Le malattie renali (Nefropatie) originano o per forme ereditarie o più frequentemente a seguito della comparsa di diabete e/o ipertensione arteriosa.

Soggetti a rischio:

Ipertesi, Diabetici,  Vasculopatici, Neuropatici, Cardiopatici cronici

Fattori di rischio sono: aumento dell’età anagrafica, alimentazione con eccesso di proteine, obesità, sedentarietà, abuso di alcolici e droghe, farmaci analgesici, fumo, a volte a seguito di ricorso all’uso di mezzi di contrasto per effettuare procedure interventistiche.

Sintomi: gonfiore delle palpebre, del viso, delle caviglie, mal di schiena, necessità di alzarsi la notte per urinare, bruciore durante i bisogni, colorazione rossastra delle urine, pressione arteriosa elevata, anemia, è
necessario rivolgersi immediatamente al proprio Medico e consultare, se opportuno, lo specialista
Nefrologo.

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